Borni2020: si riparte con “La Vedova scaltra” a Langhirano

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Il 2019 è stato un anno molto importante per El Bornisi: l’associazione nevianese ha infatti raggiunto l’anno scorso i dieci anni di attività dalla sua fondazione.
Sono stati dieci anni intensi, all’insegna della scoperta e della sfida continua: sfida per portare avanti quel rapporto instauratosi, fin dai primi laboratori scolastici, tra il territorio di Neviano ed il teatro. In questo viaggio, tra le corti, i borghi e i boschi di questo territorio di provincia sono passati non solo personaggi e storie, ma anche tante persone, adulti, giovani e giovanissimi, che hanno voluto mettersi in gioco dando vita, tra il pubblico e la scena, a quel particolare rito che è il teatro.
Nell’ultimo anno, El Bornisi ha portato a compimento la produzione di “Due di spade”, esito di laboratorio teatrale dedicato alla provincia ed alle sue soprannaturali contraddizioni: il risultato finale di questo percorso è uno spettacolo diviso in quattro corti teatrali, che dialogano tra loro in un viaggio “tra la provincia e il Paradiso”, ognuno dei quali si può trovare in video sul canale Youtube dell’associazione.
Nel 2019 è anche proseguita la collaborazione tra El Bornisi e l’Istituto comprensivo di Neviano: il laboratorio scolastico compiuto insieme alla terza media è stato all’insegna del giallo, in versione però comica e leggermente satirica, con lo strano caso del gessetto scheggiato di “NeviaNoir”.
Infine, nell’estate 2019 la compagnia ha offerto al pubblico nevianese un salto nella Venezia di Carlo Goldoni, con “la Vedova scaltra”: tre luoghi diversi del territorio ed un folto pubblico hanno accolto questa particolare commedia goldoniana di passaggio tra la tradizionale commedia dell’arte e i primi esperimenti di commedia di carattere.
Ed è proprio con la Vedova che El Bornisi inaugurerà il suo 2020, anno in cui Parma è Capitale italiana della Cultura. La commedia sarà infatti presentata a Langhirano, al teatro Aurora, sabato 14 marzo alle 21.

Un’occasione per portare questo testo, e la particolare Venezia di El Bornisi, dai borghi nevianesi all’interno di un teatro, dando quindi nuova forma e contesto alla storia: un’occasione, inoltre, per chi da tutto il territorio parmense e non solo desideri conoscere o rivedere l’ultima produzione dell’associazione, prima dei nuovi progetti in corso per il 2020.
L’anno appena iniziato si preannuncia infatti ancora una volta intenso per l’associazione: che promette, tra laboratori e produzioni, fiabe, salti nel Tempo e nello Spazio, travestimenti, musica, duelli, scherzi, connessioni e (s)connessioni…
Ma queste sono storie ancora dall’altra parte del sipario.
Nel frattempo, appuntamento a Langhirano il 14 marzo.

Maschere, violini e Vedove: 30 luglio, 2 agosto e 6 agosto

Debutterà martedì 30 luglio a Neviano “La Vedova scaltra”, a cura degli attori non professionisti di El Bornisi: nello scegliere quale commedia affrontare per il suo appuntamento estivo con il teatro all’aperto nel nevianese, l’associazione ha scelto quest’anno di approdare nella Venezia di Carlo Goldoni.

Lo spettacolo sarà replicato venerdì 2 agosto a Campora, nella cornice di Corte Bonomini, e infine nella piazza di Scurano martedì 6 agosto. In scena, come di consueto, la squadra di attrici e attori non professionisti che partecipano alle attività laboratoriali proposte dall’associazione.

Sarà Venezia, quindi, a “salire” quest’anno tra i boschi e i borghi dell’Appennino parmense, dopo che El Bornisi negli ultimi anni ha qui ricreato i salotti dei dandies di Oscar Wilde, la foresta da Sogno di William Shakespeare e la Parigi ammalata e infida di Molière. Si tratterà tuttavia di una Venezia particolare, dai contorni vaghi e in continua trasformazione intorno ai personaggi della storia: presi nel mezzo, essi stessi, tra l’essere “maschere”, personaggi stereotipati e di lunga tradizione della vecchia commedia dell’arte, e persone come quelle che era possibile incontrare nella Venezia del diciottesimo secolo.

“La vedova scaltra” stessa, presentata da Goldoni nel 1748, rappresenta d’altra parte un interessante esempio di sperimentazione per il celebre autore veneziano: con quest’opera infatti Goldoni affronta il passaggio dalla commedia dell’arte, basata sull’improvvisazione, e la commedia di carattere, e con la “Vedova” si affermò, non senza polemiche e incomprensioni da parte della critica, la riforma del teatro goldoniano.

Il risultato è un testo in cui convivono le più tradizionali “maschere” della commedia dell’arte e provenienti dalla tradizione antica come Arlecchino e Pantalone, parlanti il dialetto veneziano tipico delle commedie precedenti; personaggi ancora legati ai tipi del cavaliere, del padre e della serva, ma con personalità più definite e autonome; e inedite figure dotate di spessore e vera introspezione psicologica come la protagonista, Rosaura.

Un testo quindi decisamente ricco di sfaccettature e sfide (linguistiche, interpretative, storiche), scelto non soltanto per la sua forte e invariata carica comica, ma anche per la sua modernità e capacità di ironizzare sul costume e sulla società, nel Settecento quanto al giorno d’oggi: è infatti quasi impossibile non provare da subito empatia per Rosaura, incastrata tra aspettative e catene imposte ad una vera vedova di garbo (prima tra tutte il doversi trovare, velocemente ma con discrezione, un nuovo partito), ma determinata a giocare tutte le sue carte con ironia, saggezza e sana voglia di divertimento, per non essere di nuovo vittima delle scelte altrui.

In quest’avventura, il gruppo di attori non professionisti sarà affiancato in musica quest’anno dal’ensemble di archi “Le Vipere Gentili”: il trio, composto dalle artiste Sarah Valentina Pelosi, Federica Catania ed Elena Bacchini, si è più volte fatto conoscere ed apprezzare anche nel nevianese negli ultimi anni. La presenza delle “Vipere” a fianco della scena costituirà senza dubbio un importante valore aggiunto per lo spettacolo.

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“La Vedova scaltra”

di Carlo Goldoni

con Andrea Accorsi, Catalin Chirosca, Filippo Corradi, Pietro Ferzini, Alessio Iattoni, Francesco Ramazzotti, Veronica Ramazzotti, Federico Ravazzoni, Martina Ugolotti, Sara Zanelli, Riccardo Zanni
accompagnamento musicale a cura di Le Vipere Gentili
regia di Matteo Ferzini e Marta Sylwia Malinowska
supporto tecnico di Claudio Corvino

Martedì 30 luglio – Neviano, Area feste
Venerdì 2 agosto – Campora, Corte Bononimi (prenotazione consigliata: 342 5602303)
Martedì 6 agosto – Scurano, Piazza Mercato
Ore 21
Ingresso a offerta libera e volontaria

Domenica 28 aprile al Museo Storico della Resistenza di Sasso

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Canzoni e testi per riflettere, oggi, sull’attualità dei valori della Guerra di Liberazione, sulle ferite lasciate nel territorio dal nazifascismo, e per lanciare un messaggio di Resistenza dedicato all’oggi.
Domenica 28 aprile, nella settimana del settantaquattresimo anniversario dalla Liberazione dal regime nazifascista, Rocco Rosignoli, Matteo Ferzini e Alex Massafra proporranno al Museo storico della Resistenza di Sasso il recital “Chi dimentica”.

“Chi dimentica sarà dimenticato, chi sarà dimenticato dimentica”: un vecchio esercizio scolastico ritrovato tra i testi che narrano il periodo antecedente alla Seconda guerra Mondiale nel nevianese, è l’ispirazione del titolo del recital.  Un ammonimento, ma anche un messaggio di speranza e umana compassione.

I testi e le canzoni che saranno proposte al Museo di Sasso saranno quindi un atto di ricordo e omaggio, in primo luogo alle vittime civili del Rastrellamento del Luglio 1944 operato dai nazifascisti nel territorio di Neviano; ma anche un ricordo di che cos’era quel mondo intorno al Monte Fuso prima di essere sconvolto dalla furia della guerra. E anche per comprendere come da questo territorio ferito, ma non piegato come era nelle intenzioni dei rastrellatori, avrebbe nei mesi successivi ripreso piede più decisa e partecipata di prima la lotta di Resistenza.

Per arrivare, infine, a guardare alla nostra attualità: cosa significa, oggi, resistere? Perché è ancora oggi importante non solo ricordare, ma fare propria la scelta di chi oltre settant’anni fa decise di salire in montagna e schierarsi contro un sistema nazifascista? Una scelta che oltre settanta anni dopo è molto più attuale di quanto forse si crede; e che, in diversi ambiti della vita civile e in diversi luoghi del mondo, qualcuno ha già fatto.

Contro l’abitudine a dimenticare. Prima che tutto sia dimenticato.

 

Chi dimentica
Recital musicale e teatrale dedicato alle Resistenze passate e presenti
Sasso, museo storico della Resistenza
domenica 28 aprile ore 16, 30

Rocco Rosignoli è un cantautore parmigiano. É chitarrista e polistrumentista. Ha ricevuto il Premio della Critica al 24° Concorso Nazionale per Cantastorie Giovanna Daffini nel 2018 e nel 2017 il Premio della Giuria nel medesimo concorso. È stato vincitore del premio della critica “Musici e poeti” di Radio Città Fujiko nel 2014. Nel 2008 è stato finalista ai concorsi nazionali MusicaControCorrente e Botteghe d’Autore.
Dal settembre del 2016 al settembre del 2018 è stato direttore del Coro dei Malfattori, coro polifonico
parmigiano fondato nel 2010, specializzato nel repertorio del canto di lotta e sociale, di cui ha curato per due anni la preparazione artistica e gli arrangiamenti.
Ha scritto ed eseguito molte lezioni-concerto, dedicate a grandi cantautori (Cohen, Guccini, Cave, Brel,
Tenco) e altre di ambito storico (Prima guerra mondiale, Resistenza, storia d’Italia).La produzione di Rocco Rosignoli non è solo musicale: dal 2014 al 2017 ha tenuto la rubrica settimanale
Cromatismi sul quotidiano online Rossoparma, rubrica dedicata principalmente alla musica e alla canzone, che ha spesso e volentieri spaziato in molti altri campi della cultura.
Rocco Rosignoli inoltre ha sempre scritto versi. Nel 2009 ha dato alle stampe il libro Zeppelin – prosimetro anacronistico, stampato in proprio.
Al tema della Guerra di Liberazione e al racconto del Rastrellamento di Luglio 1944 nel parmense, El
Bornisi, di cui fanno parte gli attori non professionisti Matteo Ferzini ed Alex Massafra, ha dedicato negli  ultimi anni diverse ricerche ed esibizioni. Dal 2014 l’associazione collabora con letture e scene alle “Camminate della Memoria” proposte ogni luglio per commemorare il rastrellamento. Insieme alle classi terze della scuola media di Neviano è stato poi proposto nel 2016 lo spettacolo “La Ballata di Luglio”, racconto della Campora degli anni Trenta e del Rastrellamento. Alla storia del partigiano Silvio Monica di Quinzano è stato invece dedicato nel 2015 il recital “Come una colomba”.
Attiva dal 2009, l’associazione El Bornisi propone ogni anno spettacoli teatrali nei territori di Neviano e dei Comuni limitrofi, oltre che a Parma; l’associazione propone inoltre laboratori teatrali aperti a tutti, e collabora con la scuola media di Neviano per offrire percorsi di formazione e creazione teatrale per gli alunni.

TRA LA PROVINCIA E IL PARADISO – 6 aprile 2019, “Due di spade” al teatro Aurora di Langhirano

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Un laboratorio dedicato alla provincia, alla sua vita e alla sua, preannunciata ma non ancora definitiva, morte: è così che è nato “Due di spade”, spettacolo composto da più corti teatrali, tra il comico e l’assurdo, messo in scena nella sua forma completa sabato 6 aprile al teatro Aurora di Langhirano.

Più di un esito di laboratorio, meno di uno spettacolo.

L’idea di una vita “provinciale”, ai margini, dalla parte sbagliata del tempo e dello spazio è il tema del progetto “Due di spade”, iniziato dai partecipanti al laboratorio teatrale proposto ogni anno a Neviano da El Bornisi.

Da questo progetto, ripreso in mano più volte tra uno spettacolo e l’altro, sono usciti testi, proposte e suggestioni da cui abbiamo tratto quattro corti teatrali: “La giornèda ed Mario”, “Le voci del paese”, “Furbaciòv” e “Heaven BnB”.

Quella  proposta a Langhirano è la forma ultima dello spettacolo Due di spade, i cui “corti teatrali per battere la morte”, pur rimanendo autonomi l’uno dall’altro, possono forse comunicare tra loro, contaminandosi e andando a formare una sorta di viaggio.

Un viaggio, tra vicende e personaggi assurdi, nella provincia che abbiamo immaginato come un luogo sospeso alla fine del Tempo: antica, abitudinaria, involontariamente poetica; dimenticata da tutti, forse perfino dalla Morte stessa. Un luogo perciò di eterne, ultime possibilità…
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Due di spade

corti teatrali per battere la morte

con Catalin Chirosca, Daniele Morsia, Alessio Iattoni , Matteo Ferzini, Pietro Ferzini, Alberto Piazza, Francesco Ramazzotti, Martina Ugolotti, Sara Zanelli, Riccardo Zanni. Audio e luci di Alex Massafra. Regia di Matteo Ferzini

 

 

 

 

Non sarà una Festa della donna come le altre. Traversetolo, 9 marzo 2019

“Facciamo uno spettacolo per la festa della donna.”
“Per la festa della donna?”
“Esattamente.”
“E cosa potremmo fare?”
“Potremmo scriverlo noi.”
“Allora la domanda è: cosa vogliamo dire?”
“Facciamo che ci incontriamo tra noi e ne parliamo.”
“Parliamo di cosa?”
“Di tutto.”
“Tutto?”
“Tutto quello che non va.”
“Tutto quello che ci riguarda.”

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Iniziava così, quasi un anno e mezzo fa, il percorso che avrebbe portato a “Nessuno tocchi Eva”: il primo spettacolo, scritto e prodotto interamente da El Bornisi, che mette in scena l’intera componente femminile del gruppo.

Attraverso i personaggi di Rebecca, Violetta, Sole, Francesca, Lucia e Margaret, le sei attrici partecipanti ai laboratori di El Bornisi propongono un “viaggio” nella condizione femminile di oggi. Un viaggio fatto di desideri, di fughe, di dolore, di musica. Di voglia di essere libere, da tutto.

Per iniziare questo viaggio, però, bisogna essere matte. Ecco perché le nostre sei complicate, adorabili protagoniste, all’inizio, sono in una clinica..

 

 

Dopo avere debuttato per la Festa della Donna 2018 a Langhirano, e avere ottenuto il premio del pubblico alla rassegna autunnale “Dietro l’angolo” al Teatro del Cerchio di Parma, “Nessuno tocchi Eva” sarà ancora una volta messo in scena in occasione della Festa della Donna: ad ospitarci, sabato 9 marzo, sarà il Teatro Aurora di Traversetolo.

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”Nessuno tocchi Eva”

Barbara Chiapponi, Marta Sylwia Malinowska, Giada Prada,
Veronica Ramazzotti, Martina Ugolotti, Sara Zanelli

Supporto di Matteo Ferzini, Pietro Ferzini, Riccardo Zanni

TRAVERSETOLO, TEATRO AURORA

Sabato 9 marzo 2019, ore 21

ingresso a offerta

 

 

Ebbri di Rose, Soragna 2018

“El Bornisi” e il gruppo corale “Cantori del Fuso” hanno proposto, nella suggestiva cornice della Rocca Meli Lupi di Soragna, lo spettacolo “Ebbri di Rose – canti e parole dalle trincee”.

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L’evento si è svolto sabato 24 novembre 2018, ed ha chiuso le celebrazioni per il centenario dalla fine della Grande Guerra.

“Ebbri di Rose” è un progetto nato nel 2015, in concomitanza con il centenario dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo Conflitto Mondiale. La prima versione dello spettacolo, infatti, è andata in scena con titolo “Ebbri di Rose e di Sangue” nel maggio 2015 a Neviano.

Alla sua terza versione, e dopo diverse modifiche, “Ebbri di Rose” ha mantenuto la sua formula originale, l’esperimento di unire i linguaggi del teatro e del canto corale per raccontare la guerra attraverso le voci e le parole di chi, in Italia come nel resto d’Europa, l’ha vissuta e ha ritenuto importante raccontarla.

“Ebbri di Rose” ha raccolto un po’ di questa eredità, per trovare una storia che valga la pena raccontare cento anni dopo, e per lanciare un messaggio contro l’odio.
E questa storia è la storia di Luigi e Marietta, e insieme a loro di tanti uomini e donne senza nome separati dalla guerra.
Una storia d’amore, per rispondere alla guerra con tutta l’umanità che ci rimane.

El Bornisi ringrazia il gruppo “Cantori del Fuso” per la sempre ottima collaborazione, e chi ci ha ospitato in questa bella sede!

 

Foto di Fausto Accorsi:

 

“Ebbri di Rose” alla Rocca Meli Lupi di Soragna: 24 novembre 2018

 

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Nell’anno e nel mese in cui si commemorano i cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nella cornice della Rocca Meli Lupi di Soragna verrà proposto, sabato 24 novembre 2018, lo spettacolo “Ebbri di Rose. Canti e parole dalle trincee”.

Lettere

“Se fossi una rondinella, vorrei volare, vorrei volare in braccio alla mia bella”. In questo canto, nato nel fango del primo conflitto di massa, c’è tutta la voglia di vivere e di amare che, da sempre, è l’unica risposta umana alla guerra.
Odiare, marciare, credere: in un mondo che non richiede nient’altro ai suoi figli, solo la propria umanità resta da salvare. Scrivere lettere, poesie e canti tra il fango e il sangue. Tenerla stretta la propria umanità, come una fotografia nascosta sotto la divisa, o un nome sussurrato prima di andare incontro all’orrore. Un bacio, soffiato fino all’altra parte del mondo.

“Ebbri di Rose”, spettacolo corale e teatrale nato dalla collaborazione dei gruppi “Cantori del Fuso” e “El Bornisi”, entrambi di Neviano Arduini (PR), unisce i linguaggi del canto e del teatro per raccontare la Grande Guerra. L’esecuzione di canti popolari e alpini selezionati, molti dei quali nati dalla realtà delle trincee sul fronte italiano tra il 1915 e il 1918, si alterna a scene teatrali tratte da alcune opere europee legate al primo conflitto mondiale, e dal racconto di Luigi Gandolfi “Al soldè e la lon’na”, che ricostruisce la vera storia di un soldato parmense attraverso le lettere scritte alla moglie dal fronte.

Lei luiC’è qualcosa, in alcune di quelle coppie che oggi si ritrovano sulle vecchie foto.

Come un sorriso mai più che accennato, un’attitudine a saper ridere di tutto, della vita come della guerra.

Nata da segreti che solo certe lune d’estate hanno conosciuto. Un piccolo scherzo che soltanto loro due nel mondo possono capire.

E che separati loro due, andrebbe perduto per sempre.
Ecco perché “Ebbri di Rose” è, prima di tutto, uno spettacolo d’amore.

 

 

Lo spettacolo, ideato per la prima volta nel 2015 e proposto nel 2016 al teatro Aurora di Langhirano (PR), sarà realizzato a Soragna in collaborazione con il Gruppo Alpini locale ed il Comune, e grazie all’ospitalità del principe Meli Lupi di Soragna.

Trincea

“Ebbri di Rose”
Soragna, Rocca Meli Lupi
Sabato 24 novembre 2018, ore 21

Con Andrea Accorsi, Filippo Corradi, Marta Sylwia Malinowska, Alex Massafra, Alberto Piazza, Francesco Ramazzotti, Federico Ravazzoni, Martina Ugolotti, Sara Zanelli, Riccardo Zanni.
Regia di Matteo Ferzini, supporto di Veronica Ramazzotti e Pietro Ferzini.

Ingresso a offerta libera.